"Un disco nero si appoggia un po’ spaesato nella piazza del nuovo Palazzo di Giustizia di Pescara. AI centro una forma geometrica azzurra tracima acqua allagando l'intera fontana. Lo specchio d'acqua è lì a ricordarci la luce della città, scandisce le ore attraverso la riflessione dandoci immagini e colori diversi nelle diverse ore del giorno, quando la luce si quieta appare una figura ellittica fino a diventare luminosa con la notte. Forse è la luna. È un luogo di contemplazione, l'acqua si muove lentamente con la brezza della sera. Il suono è quello  di un ruscello di montagna". ES

La Galleria Lia Rumma è lieta di annunciare la presentazione dell’opera di Ettore Spalletti Fontana a seguito dell’intervento di restauro avviato nel gennaio 2024 su desiderio dell’allora Presidente del Tribunale Angelo Mariano Bozza e della Dirigente Rosalba Natali. Il restauro, reso possibile dalla sinergia tra il Comune di Pescara, il Ministero della Giustizia e la Fondazione Ettore Spalletti, oltre al contributo fondamentale di numerosi imprenditori privati, ha restituito alla città un’opera emblematica per la sua capacità evocativa, un bene comune che modifica lo spazio urbano e appartiene a chiunque la guardi. Inaugurata nel 2004, l’opera si presenta come un’ellisse di 15 metri per 9 realizzata in granito nero assoluto dello Zimbabwe. Un velo d’acqua scorre sulla superficie, trasformandola in uno specchio atmosferico. Riflette il cielo, le nuvole, il profilo del Palazzo di Giustizia: accoglie il suo intorno. La fonte azzurra da cui tracima l’acqua che aggiunge colore al colore, racchiude al suo interno tutte le linee della geometria: orizzontale, verticale, obliqua e curva. L’acqua diventa spessore di colore, scultura nella scultura. Fontana si offre allo sguardo attraverso una geometria assoluta e mutevole; si fa filtro tra il rigore di un luogo che ospita le regole della convivenza civile e la comunità a cui appartiene, tra terra e cielo. Porta in sé un silenzio visivo che offre come dono, un momento di sospensione metafisica all’interno della città.

“Penso che in questo momento si avverta il desiderio di offrire qualcosa al luogo pubblico. Ciò che in particolare mi ha attratto in questo progetto è la possibilità di creare uno spazio che fosse accessibile a tutti, come era per le grandi cattedrali, spazi dove l’arte era offerta e presentata generosamente e durevolmente a chiunque”. ES