In occasione della prima edizione di Paris Internationale Milano, Luca Monterastelli (Forlimpopoli, 1983) presenta “La Tempesta”, un progetto che radicalizza la sua esplorazione del bassorilievo come dispositivo narrativo urbano. Una serie di pannelli in gesso traduce l’iconografia pornografica legata al potere e alla sottomissione nel vocabolario formale del bassorilievo razionale, supportata da dispositivi infrastrutturali derivati dal sistema “Synthesis” di Ettore Sottsass, una struttura d’arredo adottata come standard negli uffici della pubblica amministrazione.

Monterastelli interviene sull’iconografia del potere che l’architettura fascista un tempo affidava al bassorilievo, sostituendone il repertorio con una grammatica di corpi sottomessi. Il corpo diventa il luogo in cui l’autorità viene inscritta ed esibita. La superficie dei pannelli porta i segni di un gesto vandalico che ne altera la leggibilità, minando dall’interno la retorica monumentale del rilievo.

Anche la funzione prevista del bassorilievo viene smantellata: non più un monumento frontale posto in alto, ma un accumulo di lastre appoggiate su dispositivi funzionali. La forma perde la sua funzione celebrativa e si presenta come una reliquia di un’autorità compromessa.