Luca Monterastelli (Forlimpopoli, 1983) vive e lavora tra Milano e Forlimpopoli. La sua pratica si sviluppa tra scultura e installazione e lavora sugli apparati che fabbricano le immagini della legittimazione: i monumenti, gli idoli, le forme con cui il potere si dà un corpo. Dove il potere procede per colata, aggiungendo materia e riempiendo lo spazio, il suo lavoro procede per sottrazione: calchi, strappi, impronte, il vuoto che registra un corpo che è passato e se n'è andato. La narrazione vi entra non come racconto ma come atto di ordinamento: i testi che accompagnano le opere non le descrivono, ne producono la disposizione, e ogni mostra costruisce una propria logica con cui le cose stanno insieme.
Tra le mostre personali: Notte di costruzione, Galleria Lia Rumma, Milano (2025); La città nuova, Cremona Contemporanea, a cura di Rossella Farinotti, Cremona (2025); Storia di un onestuomo, a cura di Alessandro Rabottini, Fondazione del Monte, Bologna (2024); Sticks and Stones, a Prologue, Keteleer Gallery, Anversa (2023); Weightless, Galleria Lia Rumma, Napoli (2020); Old masters, Keteleer Gallery, Anversa (2020); To build a fire, Galleria Lia Rumma, Milano (2017).
Ha partecipato a numerose mostre collettive, tra cui: The Space Between Us, Keteleer Gallery, Anversa (2024); Neighbours, a cura di M. Grunewald, Rubenskasteel, Zemst (2023); Premio Termoli LXIII, a cura di Cristiana Perrella, MACTE, Termoli (2023); Horst: State of Play, a cura di Stand van Zaken, ASIAT, Vilvoorde (2023); Afterimage, a cura di Bartolomeo Pietromarchi e Alessandro Rabottini, MAXXI L'Aquila (2022); Prospettiva Arte Contemporanea, Gallerie d'Italia, Milano (2019); Black Hole, a cura di Lorenzo Giusti e Sara Fumagalli, GAMeC, Bergamo (2018); Ennesima, a cura di Vincenzo de Bellis, Triennale di Milano (2015); Codice Italia, Padiglione Italia, 56. Biennale di Venezia, a cura di Vincenzo Trione (2015).
Ha preso parte a programmi di residenza tra cui Triangle France, Marsiglia (2011); Résidences Secondaires, Centre d'art contemporain Parc Saint Léger, Pougues-les-Eaux (2012); HIAP, Helsinki (2014). Ha ricevuto il Premio Matteo Visconti di Modrone a miart (2024) e il fondo di acquisizione di Fondazione Fiera Milano (2018). Dal 2019 le sue opere fanno parte del Celine Art Project.
La sua ricerca è documentata nella monografia Pardon Façade, a cura di Alessandro Rabottini, con testi di Martin Germann e Matilde Guidelli-Guidi, Lenz Press, Milano (2023). Nello stesso anno il suo lavoro è incluso in Strata. Arte italiana dal 2000, a cura di Vincenzo de Bellis e Alessandro Rabottini, Lenz Press, realizzato con il sostegno dell'Italian Council (X edizione).