"Venetian Diary" di Ilya Kabakov e Emilia Kabakov si sviluppa tra la La Biennale di Venezia e la città, ponendo al centro le persone di Venezia. Curato da Cesare Biasini Selvaggi e Giulia Abate, il progetto partecipativo dialoga con "Note persistenti", il progetto espositivo del Padiglione Venezia curato da Giovanna Zabotti, coinvolgendo circa 500 abitanti della laguna invitati a condividere oggetti personali e testimonianze del loro legame con la città.

Presentato tra Ca’ Tron e il Padiglione Venezia, "Venetian Diary" si configura come un autoritratto collettivo di Venezia: una costellazione di memorie, oggetti e racconti che riflette la dimensione sociale ed emotiva della città, trasformando l’installazione in uno spazio di ascolto e partecipazione condivisa.