WILLIAM KENTRIDGE | Camere con vista. Aby Warburg, Firenze e il laboratorio delle immagini | Mostra Collettiva | Gallerie degli Uffizi, Firenze | Opening 19 Settembre 2023
Artista
William Kentridge
Data
19 settembre 2023
Location
Galleria degli Uffizi, Firenze, ItaliaPiazzale degli Uffizi, 6, 50122 Firenze FI
La Fondation Carmignac presenta la mostra Vertigo, che evoca le vertigini del sole mediterraneo, del vento di maestrale, della schiuma del mare e delle forze telluriche profonde della terra. Ispirata all’isola di Porquerolles, la mostra esplora il rapporto tra i fenomeni naturali e l’arte astratta post-1950, catturando momenti di disorientamento, sospensione e meraviglia. Organizzata in sei sezioni—acqua, cosmogonia, aria, infinito, terra e abisso—l’esposizione riunisce circa cinquanta opere provenienti da musei, collezioni private e dalla Collezione Carmignac, insieme a lavori creati appositamente per la mostra. Tra i punti salienti: le vibrazioni cromatiche di Yves Klein, James Turrell e Jesús Rafael Soto, le visioni cosmiche di Olafur Eliasson, Anna-Eva Bergman e Hans Hartung, gli ambienti immersivi di Helen Frankenthaler, Gerhard Richter, Frank Bowling e Flora Moscovici, gli esperimenti ottici di Ann Veronica Janssens e Carlos Cruz-Diez, e i cieli infiniti di Otto Piene e Caroline Corbasson.
Villa Carmignac, Porquerolles Island
Piste de la Courtade Île de Porquerolles, 83400 Hyères, Francia
In molti sensi, l’ombra si trova all’inizio della storia dell’arte. Secondo Plinio il Vecchio, la prima immagine nasce quando la figlia del vasaio Butade traccia il profilo dell’ombra del suo amante. Nell’allegoria della caverna di Platone, invece, le ombre rappresentano l’illusione, in contrasto con la luce della conoscenza. Per secoli l’ombra ha evocato significati ambigui o persino sinistri, finché il Romanticismo non l’ha collegata alla psiche—celebre il racconto di Chamisso in cui la perdita dell’ombra equivale alla perdita dell’anima. Sebbene l’ombra compaia già nella pittura, diventa davvero centrale solo nell’Ottocento, con l’invenzione della fotografia e del cinema. Con circa 40 artisti internazionali, questa mostra è la prima in un museo tedesco a indagare l’emancipazione dell’ombra come tema produttore d’immagini e riflessivo sul mezzo nell’arte contemporanea. Esplora mondi d’ombra che vanno dall’esistenziale al politico, rivelando l’ombra come luogo di incontro tra presenza e assenza. Legata al corpo ma sempre a distanza da esso, l’ombra è traccia, indice e superficie di proiezione. Diventa così metafora della crisi del soggetto e indicatore di realtà che si estendono oltre ciò che è visibile.
La National Academy of Design è lieta di presentare Whose America?, una mostra che esamina il rapporto degli Stati Uniti con la storia di “America” in tutte le sue forme plurali. Attraendo la varietà della comunità dei National Academicians—artisti le cui esperienze attraversano diaspore provenienti da tutto il continente americano—la mostra analizza le influenze regionali, politiche e sociali che hanno modellato l’attuale panorama culturale degli Stati Uniti. Come evento inaugurale del bicentenario dell’istituzione, Whose America? riflette sul ruolo fondativo dell’Academy nel mondo dell’arte statunitense e sul suo impegno nel rileggere criticamente la propria storia. Organizzata attorno a domande fondamentali—Chi è America? A chi appartiene? Chi ne scrive la storia?—la mostra sfida l’idea che “America” sia sinonimo di Stati Uniti. Al contrario, mette in evidenza la pluralità di voci provenienti dal Nord, Centro e Sud America e dai Caraibi, radicate in storie indigene che precedono di molto la nascita del Paese. Le opere di artisti provenienti da Argentina, Brasile, Canada, Colombia, Cuba, Repubblica Dominicana, El Salvador, Guatemala, Messico, Porto Rico e altri territori ampliano il racconto.
In occasione di Milano Cortina 2026, il Mart dedica una grande mostra al rapporto tra arte e sport. Oltre 350 opere e materiali d’archivio raccontano come il corpo atletico sia stato rappresentato dall’antichità alla contemporaneità, tra miti, performance e sfide. Il percorso in otto sezioni riunisce capolavori, fotografie, documenti, costumi e oggetti iconici: dalle biciclette di Bartali, Coppi, Nencini e Moser ai costumi di Carla Fracci e Ferruccio Soleri. La mostra esplora lo sport come fenomeno culturale e simbolico, tra record e limiti, tensione e bellezza.Parte dell’Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026, rientra nel progetto Combinazioni_caratteri sportivi promosso dalla Provincia autonoma di Trento.
La 14ª Taipei Biennial, curata da Sam Bardaouil e Till Fellrath, riunisce 54 artisti provenienti da 35 città, con 33 nuove commissioni e installazioni site-specific. Questa edizione mette in luce le voci di artisti giovani e di metà carriera, con quasi metà dei partecipanti nati dopo il 1984, e include il rinomato artista Tobias Zielony. Whispers on the Horizon esplora il desiderio profondo—una forza che collega passato, presente e futuro, riflettendo memoria personale e collettiva, migrazione, perdita e aspirazioni. La mostra si ispira alla letteratura e al cinema taiwanese, evocando oggetti come un pupazzo, un diario e una bicicletta come silenziosi segni della memoria, e dialoga con opere storiche del Taipei Fine Arts Museum e reperti del National Palace Museum. Attraverso queste opere, la Biennial indaga come il desiderio si muova attraverso tempo, culture e geografie, vivendo negli spazi tra memoria e immaginazione. Non offre risposte, ma esplora ciò che sta nel mezzo—dove il desiderio sussurra.
Taipei Fine Arts Museum
181, Zhong Shan N. Road, Sec. 3, Taipei 10461, Taiwan
In programma dal 6 novembre 2025 al 15 febbraio 2026, la 24ª Paiz Art Biennial, curata da Eugenio Viola, abbraccia L’Albero del Mondo come simbolo universale di connessione, capace di unire culture, storie ed esperienze umane attraverso il tempo e lo spazio. Ispirata alle cosmogonie ancestrali, la Biennale esplora come l’arte possa favorire empatia, inclusione e dialogo in un mondo sempre più frammentato. Questa edizione presenta nuove commissioni di artisti internazionali provenienti da tutti e cinque i continenti, tra cui il rinomato artista italiano Gian Maria Tosatti, insieme a voci di diverse generazioni, genere e comunità indigene e ancestrali. La Biennale si confronta profondamente con la storia, l’architettura e l’identità degli spazi che la ospitano, trasformandoli in parte integrante della sua narrazione. Attraverso installazioni, performance e opere site-specific, analizza il modo in cui l’arte abita sia gli spazi pubblici sia quelli privati, riflettendo sulle sfide globali come conflitti, disuguaglianze e cambiamenti ambientali. Evocando L’Albero del Mondo, la Biennale ribadisce il suo impegno a considerare l’arte come un ponte tra mondi, capace di unire persone, culture e idee, e di ispirare riflessione collettiva e trasformazione.